L'evoluzione della scrivania: la luce segue il passo con BenQ iScreenBar e ScreenBar Max
28 agosto 2026 9 minuti di lettura 9 minuti di lettura Nel 2017, BenQ ha lanciato la prima generazione di ScreenBar, spostando la base della lampada che originariamente occupava la scrivania sopra lo schermo, e utilizzando un'ottica asimmetrica per illuminare il piano di lavoro ed evitare lo schermo, creando così la prima lampada da monitor al mondo. Da allora, quasi un decennio di iterazioni del prodotto si è sviluppato grosso modo lungo due direzioni: struttura fisica ed esperienza intelligente. La testata della lampada è diventata più leggera, la struttura di installazione è stata resa compatibile con un maggior numero di monitor, l'ottica asimmetrica ha continuato ad affinare il raggio di illuminazione, riducendo al contempo i riflessi sullo schermo; dall'altra parte, sono stati introdotti controller wireless, regolazione automatica della luminosità, regolazione della temperatura colore e sensori di presenza. Negli ultimi due anni, a partire dalla ScreenBar Pro, la lampada da monitor è diventata in grado di restare silenziosamente sopra lo schermo, accendendosi e spegnendosi automaticamente e regolando luminosità e temperatura colore, tanto da non avvertire quasi la sua presenza durante l'uso. Quando abbiamo provato la ScreenBar Pro in passato, l'impressione più profonda è stata la sua «invisibilità». Può illuminare la scrivania alla perfezione, senza occupare spazio e richiedendo a malapena interventi manuali da parte dell'utente. Il fatto che un prodotto diventi indispensabile ma al contempo impercettibile significa che ha raggiunto un livello di maturità elevato, al punto che è davvero difficile immaginare quali ulteriori cambiamenti evidenti potrebbero avvenire. Ma la scrivania non è rimasta ferma. C'è chi è passato a un iMac che racchiude computer, fotocamera, microfoni e altoparlanti in un unico schermo; chi ha aggiunto un secondo monitor, alternando persino orientamento orizzontale e verticale; nell'era dell'IA, il multitasking è sempre più frequente e i monitor ultra-wide sono sempre più lunghi. Inoltre, sulla scrivania non ci sono solo tastiere: fogli, tavolette grafiche e vari oggetti che richiedono manipolazione manuale competono tutti per l'illuminazione del piano. Così abbiamo visto che le soluzioni di illuminazione concepite in passato attorno a un singolo monitor standard hanno iniziato a mostrare i loro limiti. Di conseguenza, durante l'evento per il decimo anniversario di ScreenBar, BenQ ha presentato i nuovi prodotti iScreenBar e ScreenBar Max, rispondendo da due diverse direzioni ai cambiamenti della scrivania digitale. Il design di iScreenBar è altamente integrato con quello dell'iMac iScreenBar è realizzato in modo più leggero e compatto, avvicinandosi ulteriormente all'iMac. Segue l'aspetto e la struttura originali dell'iMac per trovare la propria collocazione, per poi integrare il controllo della luce in macOS. Una volta installato, iScreenBar sembra far parte dell'iMac fin dall'inizio; ScreenBar Max, invece, si allontana dal concetto di monitor singolo: un braccio di supporto indipendente permette alla testata di superare il varco tra due schermi, regolando altezza, distanza e posizione del fascio luminoso; una testata più larga proietta inoltre la luce oltre gli schermi, prendendosi cura di tastiere, fogli e altri oggetti sull'intero piano di lavoro. Durante la presentazione è stata mostrata la versatilità di ScreenBar Max su diversi tipi di scrivania Il primo cerca di seguire il design di un computer altamente integrato, mentre il secondo accetta la realtà di postazioni di lavoro sempre più grandi. Uno si sforza di ridurre al minimo l'ingombro della lampada sulla scrivania, l'altro si assume attivamente maggiori compiti di illuminazione. I due prodotti nascono dallo stesso bagaglio tecnologico, ma le loro forme soddisfano scenari ed esigenze diversi. Pertanto, iScreenBar e ScreenBar Max sembrano più che altro due nuove soluzioni che si diramano dalla linea ScreenBar. BenQ non ha reinventato la lampada, né ha stravolto il design del decennio passato. Ha semplicemente osservato daccapo gli schermi, i dispositivi e i metodi di utilizzo attorno alla lampada, per poi inserire l'ottica, la struttura e l'esperienza intelligente ormai mature in due diverse scrivanie. L'iScreenBar nascosto nel design dell'iMac L'aspetto coerente dell'iMac può essere facilmente rovinato da un accessorio inadatto. L'attuale iMac racchiude fotocamera FaceTime, array di tre microfoni e sistema a sei altoparlanti nello stesso telaio, mantenendo una forte uniformità di colore, materiale e linee. Sebbene le normali lampade da monitor possano essere installate sull'iMac, i loro ingombranti morsetti potrebbero bloccare la fotocamera e le aperture dei microfoni posteriori, e i cavi penzolerebbero in modo vistoso lungo il retro pulito del computer. Queste discordanze nel colore, nel materiale, nella struttura o nelle proporzioni fanno sì che l'aspetto originariamente integro dell'iMac si ritrovi con un allegato vistoso, che potrebbe persino interferire con il suo normale funzionamento. L'iScreenBar adotta un design linguistico quasi identico a quello dell'iMac iScreenBar utilizza un'installazione magnetica, consentendo così una struttura di fissaggio molto più leggera. Il colore e i materiali del corpo illuminante si adattano a quelli dell'iMac, evitando allo stesso tempo di ostruire fotocamera, microfoni e altoparlanti. Dopo aver fatto passare i cavi sul retro del telaio, l'unica parte visibile dal davanti è la testata della lampada stessa. Pur essendo stato reso più leggero, l'illuminazione deve continuare a coprire il piano di lavoro antistante l'iMac. L'ottica asimmetrica ASYM-Light di terza generazione impiegata dall'iScreenBar L'iScreenBar utilizza l'ottica asimmetrica ASYM-Light di terza generazione, concentrazione la luce su tastiera e scrivania, in modo da evitare luce diretta sullo schermo e agli occhi. Di conseguenza, sebbene la lampada possa essere installata molto vicina all'iMac, la copertura luminosa sulla scrivania non ne risente. L'iScreenBar può illuminare efficacemente l'area di tastiera e mouse davanti allo schermo Ma l'aspetto esteriore è solo una parte del lavoro. Il punto di forza dell'iMac è sempre derivato dall'integrazione tra hardware e software; per questo motivo, oltre alla collaudata funzione di regolazione automatica in base alla luce ambientale, iScreenBar integra il controllo dell'illuminazione direttamente in macOS. L'applicazione dedicata consente alla lampada di accendersi e spegnersi insieme all'iMac tramite la funzione Power Sync. Quando l'utente si siede al computer per iniziare e terminare il lavoro, la lampada si attiva e disattiva in sincronia con il PC. Se si imposta il sensore di presenza, non ci sarà bisogno di preoccuparsi dell'interruttore quando ci si allontana temporaneamente dalla scrivania. È possibile regolare rapidamente le impostazioni di iScreenBar tramite il software dedicato su macOS L'app permette inoltre di salvare le impostazioni luminose per diversi software. Ad esempio, si può usare una luminosità e una temperatura colore neutre durante la scrittura, richiamare un'altra configurazione luminosa per l'editing di immagini, o passare a una modalità di illuminazione per le videochiamate all'apertura del software di videoconferenza, migliorando la qualità video in base alla luce ambientale. Questa caratteristica potrebbe sembrare meno immediata rispetto ai parametri hardware, ma si adatta perfettamente alle abitudini operative degli utenti iMac. Molte delle esperienze dell'iMac sono originariamente completate congiuntamente da hardware e software...





